A Guide to All Creative Directors

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I party in baita sono il futuro del turismo invernale

Un fenomeno che sta portando nuova vitalità al settore, tra rischi e opportunità

I party in baita sono il futuro del turismo invernale Un fenomeno che sta portando nuova vitalità al settore, tra rischi e opportunità

Negli ultimi anni, la scarsa presenza di neve naturale ad alta quota ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità degli sport invernali tradizionali, tra cui lo sci. Sempre più località montane si affidano alla neve artificiale per garantire la continuità della stagione invernale, ma nel frattempo stanno emergendo nuove forme di turismo, capaci di attrarre un pubblico diverso dai tradizionali appassionati di sci. Di recente ha preso parecchio piede il fenomeno dei party in baita – eventi esclusivi che stanno rivoluzionando il modo in cui i giovani frequentano la montagna. Un numero crescente di persone tra i 20 e i 30 anni sembra essere sempre meno interessato allo sci, e sempre più attratto dalle feste che si possono trovare in certe località montane. Questi eventi sono riusciti «a rivoluzionare l’immaginario giovanile legato alla montagna, creando – piaccia o meno – una nuova forma di intrattenimento, portando la disco in quota» scrive La Stampa. Per una fetta sempre più ampia di persone che possono permettersi la “settimana bianca” la montagna sta diventando anche e soprattutto la cornice ideale per frequentare eventi esclusivi organizzati nei rifugi. I party, spesso ispirati ai format tipici degli aperitivi mondani sulla spiaggia, di solito propongono dj set e scenografie sofisticate, in un'atmosfera che ricorda quella delle discoteche più rinomate. Il modello di riferimento per i locali che seguono tale trend – come ad esempio l’ormai celebre Super G, con sede a Courmayeur, Cervinia e Madonna di Campiglio – ricalca quello dei più famosi beach club italiani, tra cui il Papeete di Milano Marittima. Resta il fatto che i territori che puntano su questa forma di turismo non sono del tutto nuovi nel mondo del divertimento notturno. Già dagli anni Ottanta, mete come Cortina d’Ampezzo, così come le stesse Courmayeur e Madonna di Campiglio, si distinguevano non solo per le loro piste da sci, ma anche e soprattutto per le feste esclusive.

I limiti e le opportunità dei party in baita

Questi eventi, però, hanno però già generato polemiche. A Madonna di Campiglio, l'apertura di un locale che organizza numerose feste del genere ha suscitato critiche e perplessità. «Siamo rimasti spiazzati», ha detto una persona del posto al quotidiano locale Il Dolomiti. «Ci saremmo aspettati una proposta più in linea con lo spirito della montagna, non un locale che potrebbe trovarsi in qualsiasi altra destinazione mondana. In questo modo si rischia di snaturare l’identità del territorio». Come riporta un altro articolo de Il Dolomiti, anche sui social network è in corso un acceso dibattito sulla sostenibilità sociale e ambientale di questi eventi: «Le critiche di vari utenti del web possono essere raccolte nella domanda "Com'è possibile che quest'area montana possa trasformarsi tutte le sere in una vera e propria discoteca a cielo aperto?". In sintesi, il quesito che molti si pongono è quanto sia giusto che un ambiente naturale, seppur a forte vocazione turistica, venga letteralmente "invaso" da migliaia di persone, attratte anche da eventi che con l'attività sciistica hanno poco a che vedere».

La questione sollevata riguarda il delicato equilibrio tra la vocazione turistica della montagna e la sua salvaguardia ambientale. Il rischio, secondo alcuni, è che la ricerca di nuove forme di intrattenimento porti a un’eccessiva turistificazione delle località sciistiche. Ma, dato che in futuro la neve naturale sarà sempre più rara a causa del riscaldamento globale e più in generale della crisi climatica, molte destinazioni alpine si vedono costrette a trovare alternative per mantenere viva l'economia locale. Le feste in baita rappresentano una prima risposta a questa sfida, seppur offrendo esperienze che non hanno nulla a che fare con lo sci. Tuttavia, fino a che punto questo approccio è sostenibile? E quale impatto avrà sul lungo termine? Se da un lato le necessità di adattamento contribuiranno inevitabilmente a cambiare l'offerta turistica delle mete invernali, dall'altro emergono interrogativi sulla compatibilità di queste attività con la tutela dell’ambiente e con l’identità delle località montane. La crescente domanda di eventi legati al mondo del divertimento notturno potrebbe trasformare in via definitiva le destinazioni alpine, influenzando non solo l’economia locale, ma anche la dimensione sociale. Tuttavia, «oltre a quella ambientale, esiste anche una sostenibilità economica», dice a La Stampa Andrea Baccuini, fondatore di Super G. «E quello di investire sull’eccellenza e sui giovani, ovvero sul futuro, è una delle ricette per spiccare il volo».