
La Gen Z è diventata adulta
"I can’t go back" è il trend che guarda al passato di una generazione ancora giovane
25 Marzo 2025
Da qualche settimana a questa parte, il nuovo mega-trend di TikTok ha a che fare con la nostalgia. L’hashtag #icantgoback infatti è diventato virale raggiungendo in pochi giorni milioni di video, declinati in modi diversi dagli utenti, tutti accomunati da una componente malinconica mista a un po’ di imbarazzo. Il copione, da eseguire sulle note della canzone AcNino che canta la frase “I can’t go back”, è semplice: bisogna trovare una foto imbarazzante delle superiori, preferibilmente con un taglio di capelli strano, e lasciarsi pervadere da quel sentimento altrimenti detto cringe. I video hanno una caption del tipo «remember your cut from 8th grade school» o «remember your hair in 5th grade» seguita da un salto temporale che rivela una foto del passato dell’utente, innescando lo stesso sentimento che proviamo di fronte a una nostra foto che non vorremmo mai più rivedere. «reminds me of the 2k days» oppure «this was taken yesterday» rivolto a chi non è poi così cambiato, sono alcuni dei commenti sotto i video. C’è, però, chi traduce il senso del trend anche in modo più identitario, facendone una questione di orgoglio su un aspetto del proprio corpo, o stile, cambiato radicalmente con il tempo: il video di Callmeagentzero, che si chiede «remember when you weighed 400 pounds», ha raggiunto 1.6 milioni di views facendo vedere com’era il creator nel passato; oppure un altro utente, con caption «do u remember ur masc phase?», ha raggiunto i 3.1 milioni di visualizzazioni puntando l’accento sull’ identificazione con un’estetica molto diversa da quella attuale.
Se esistesse un universo parallelo si potrebbe dedurre che il trend prenda ispirazione dal meme tutto italiano degli albori dei social “Non ce la faccio, troppi ricordi” tratto da un frame di Tre uomini e una gamba di Aldo Giovanni e Giacomo: stesso intento, stesse vibe “amarcord”, ma generazioni diverse. Proprio su quest’ultimo aspetto generazionale si potrebbe iniziare a discutere di come e quanto la Gen Z sia cresciuta e sia diventata adulta e inizi a fare i conti con il proprio passato. Perché, anche se legato principalmente a com’erano imbarazzanti le acconciature di qualche anno fa, #icantgoback è uno dei primi trend che racconta l’entrata della Gen Z nel mondo adulto. Infatti secondo lo studio Talker Research on behalf di Life Happens, la Gen Z pensa che l’età adulta si raggiunga a 27 anni. Il sondaggio evidenzia come molti giovani associno il diventare "grandi" all'indipendenza finanziaria (45%) e alla priorità delle responsabilità rispetto al divertimento (38%). Altre tappe fondamentali sono il trasloco (46%) e la ricerca del primo lavoro (28%). Così, mentre nel 2025 si è iniziato a parlare della neonata Generazione Beta, i “vecchi” Zoomer si laureano, entrano nel mondo del lavoro e iniziano con le preoccupazioni da adulti, assieme ai ricordi.
L’invecchiamento della Gen Z è in realtà oggetto di dibattito da tempo: un altro trend di inizio febbraio 2025 indagava il senso di smarrimento di una generazione che sta crescendo, ma che è ancora legata al suo passato. Il format "meeting my younger self for a coffee" era basata su una poesia di Jeannae Cecelia dove si immagina di prendere un caffè con il proprio sé più giovane e rassicurarlo sul futuro. È stato subito adottato con entusiasmo dai giovani: «we hugged and I told her that I am becoming everything she had ever wanted me to be» esprime sia la paura di invecchiare, sia l’ansia rivolta verso il futuro, due cose decisamente collegate. Le insicurezze sull’invecchiamento sono antiche, così come iniziare a condividere ricordi della propria adolescenza, ma la grande differenza forse sta nel condividerle davanti a milioni di spettatori. «Una volta l'ansia da invecchiamento avveniva nell'intimità della propria casa o magari con un amico o un familiare molto stretto», ha detto al New York Times Renee Engeln, professoressa di psicologia alla Northwestern University. «Ora avviene su TikTok, con un pubblico».