A Guide to All Creative Directors

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Leggeresti un romanzo scritto da un computer?

Presto i libri scritti dagli umani porteranno un bollino di certificazione

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Risalgono al 2018 le prime pubblicazioni di libri interamente scritti dall’intelligenza artificiale dietro prompt umano, realizzati da software che concorrono alla stesura di un testo “senz’anima” tra cui AI Novel Writer, Jasper AI, ChatGPT e Sudowrite. Lo sforzo incessante dell’uomo sta nel mettere a punto l’algoritmo perfetto che possa sostituire la penna di un autore. Memorie di un’IA, ad esempio, è la prima autobiografia interamente scritta dall’intelligenza artificiale: una vera e propria testimonianza e un’esaustiva spiegazione dei progressi che la tecnologia sta compiendo nell'ambito della letteratura. Nella maggior parte dei casi, i testi realizzati da una macchina automatizzata non subiscono alcuna modifica e vengono prodotti in tempi brevi - Bridging the AI Gap, della società di Mumbai Fluid AI, è stato scritto in appena tre giorni. Su Amazon è stato registrato un considerevole afflusso di libri prodotti dai software, che non comprendono solo manuali esplicativi sulle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica come The Chatbot Revolution. Libri come Death of an Author, che riprende il titolo del saggio di Roland Barthes, è per esempio un racconto sperimentale che si rifa a uno dei romanzi di Margareth Atwood. Non mancano poi pratiche guide turistiche, con France Travel Guide che nel 2023 si è assestato tra i primi risultati nella ricerca di parole come “viaggio” e “Francia” sulla piattaforma shopping americana. 

Ma cosa succede sul piano della proprietà intellettuale in un’epoca in cui la fiducia del lettore nei confronti di un autore può essere pregiudicata dalla diffusione di contenuti automatizzati? Corre ai ripari la Authors Guild, una delle più autorevoli associazioni americane a tutela degli scrittori, con il lancio di “Human Authored Certification”: tramite il portale, gli scrittori possono registrare il loro libro e utilizzare un logo da apporre in copertina o sui materiali promozionali che attesti l’autenticità del prodotto e provveda alla salvaguardia legale dello stesso. Tra gli obiettivi, oltre al riadattamento degli standard di qualità si annovera anche la limitazione di produzione di testi simili a quelli esistenti. A questo proposito, nel 2023, la Authors Guild ha avviato un’azione legale contro OpenAi per presunta violazione dei diritti d’autore, sostenendo che la società utilizzasse opere protette per l’avviamento dei propri modelli linguistici. La comunità letteraria di spicco si è unita in questa battaglia in difesa degli autori: James Patterson ha contribuito finanziariamente alla causa insieme a Suzanne Collins, Jonathan Franzen e George R.R Martin. «Milioni di libri, articoli, saggi e poesie protetti da copyright forniscono il 'cibo' per i sistemi di intelligenza artificiale, pasti infiniti per i quali non è stato presentato alcun conto», si legge nella lettera indirizzata a OpenAi, Meta e Microsoft. «State spendendo miliardi di dollari per sviluppare la tecnologia dell'IA. È solo giusto che ci compensiate per l'uso dei nostri scritti, senza i quali l'IA sarebbe banale e estremamente limitata.»

L’autenticità dei libri scritti da autori umani potrà essere presto verificata da chiunque grazie a un portale accessibile al pubblico attualmente in corso di sviluppo. L'associazione Authors Gild, fondata nel 1912 negli Stati Uniti, riunisce un universo di “creativi della parola” come romanzieri, giornalisti, poeti e traduttori e da più di cent’anni promuove la libertà di espressione e fornisce supporto in tema di copyright. Fiducia, trasparenza ed etica sono tematiche sempre più attuali in un panorama in cui la creatività ha bisogno di essere comprovata, in un confronto continuo tra componente umana e macchina. Human Authored non è solo un marchio, ma un forte segnale dell’ evoluzione dei tempi, un manifesto culturale e una presa di posizione corale da parte di tutti gli scrittori. Anche il settore della traduzione vacilla: secondo quanto emerge da un sondaggio condotto nel 2024 dalla Society of Authors (SoA) nel Regno Unito, le capacità intellettive di più di un terzo dei traduttori sono state sostituite dall’IA generativa. In quest’ottica di incertezza, il sindacato britannico degli scrittori, illustratori e traduttori ha confermato il «bisogno urgente» di una regolamentazione governativa degli strumenti di IA per garantire che vengano sviluppati e utilizzati «in modo etico e legale» in tutto il mondo. Quali saranno i risvolti ora che la narrazione umana ha bisogno di essere comprovata da un timbro, in uno scenario che rischia di sostituire profondità espressiva ed empatia - proprie dell’intelletto creativo - con contenuti generati da una mente sintetica?