
Il meglio della London Fashion Week Women’s FW25
La capitale inglese torna a brillare
25 Febbraio 2025
A giudicare dalle collezioni presentate questa settimana alla London Fashion Week Women’s FW25, sembra proprio che la moda inglese si sia finalmente risvegliata dal grande sonno. Dopo tutto siamo alle porte della primavera, agli sgoccioli dell’ultimo mese freddo prima che il caldo e le giornate di sole ci facciano venire voglia di indossare colore e accessori eccentrici. Se però la fantasia e l’unicità sono state senza dubbio star delle nuove collezioni di Londra, lo stesso non si può dire delle tonalità accese. Con motivi, palette e silhouette che si rifacevano al mondo subacqueo, al medioevo, ai vampiri ma anche allo stile collegiale, i brand hanno lasciato a casa il colore. In compenso, gli accessori erano uno più divertente dell’altro, tra peluche e conchiglie-borsa. Vediamo insieme quali sono stati gli show che ci hanno colpito di più questa LFW Women’s FW25.
1. Richard Quinn
La Fw25 di Richard Quinn racconta la femminilità attraverso i ricordi e gli abiti come oggetti che durano negli anni. Su un set magnifico, di fronte a un grande sipario verde e su un tappeto di neve, hanno sfilato abiti da cerimonia tradizionali contrassegnati dal classico twist romantico per cui è ormai noto il designer britannico. I motivi floreali hanno ricoperto raso, tulle e taffetà in abiti voluminosi; maniche a palloncino, silhoette a sirena, mantelle, pietre luminose e fiocchi sono stati gli star della sfilata. Oltre a riempire i tessuti, enormi rose rosse decoravano lo scollo a barca di un abito a tubino, mentre le versioni rosa e bianca sono state utilizzate per accentuare il decolletè o il punto vita. Insomma, tra drappeggi e applique, colletti à la Pierrot e abiti à la Jackie Kennedy, la FW25 di Richard Quinn è stato un vero e proprio esercizio di stile - forse in preparazione dell’ingresso in haute couture - con la partecipazione eccezionale della it-girl degli anni '60 Penelope Tree.
2. Simone Rocha
Se si cercano accessori o scarpe ironici ma affascinanti, con Simone Rocha non si sbaglia. Nonostante nelle ultime collezioni la designer irlandese abbia intrapreso una direzione decisamente dark, fatta di biker jacket e look total black (questa volta sono comparsi anche un paio di maglie da rugby impreziosite da perline e balze), lo spirito iper-femminile, simpatico e sentimentale di Rocha brilla ancora. Camicie da notte rosa pastello sono state coperte da sciarpe e lunghi cappotti di pelliccia marrone o decorae da imbracature in pelle nera. Le cinture sono state il fil rouge della collezione, spesse e sovrapposte sui fianchi delle modelle ma anche sulle borse e gli accessori. Giacche di tweed dall’animo vintage sono state modernizzate da mini-pant in pelliccia, mentre loden in lana spessa, parka, abiti e camicie in raso anni ’80 sono stati resi giovani da catene e gioielli in metallo. Assieme alla cinture è stato protagonista il coniglio, una borsa peluche declinata in più e più colori, dimensioni e tessuti. Il tema della collezione? Gli archetipi liceali più amati di sempre, tra emo, tomboy, nerd, ribelli e sportivi.
3. Dilara Findikoglu
Ogni show di Dilara Findikoglu si distingue per la sua scenicità. Nella FW25, la femme fatale idealizzata dalla designer si è fatta strega, vampiro, sirena; tutto fuorché umana. I corsetti sono tornati ad abbracciare la vita delle modelle, questa volta interamente ricoperti da conchiglie in un decoro simmetrico tanto da intimidire data la sua somiglianza allo scheletro umano; cappucci e camicie bianche hanno ricordato la figura della suora, se non fosse stato per la minigonna inguinale e i tacchi a spillo argentati. Pizzo, inserti in pelle e broccato rosso hanno ricordato la sensualità di Intervista col Vampiro, e mentre abiti sinuosi bianchi e avorio ammiccavano a un romanticismo rinascimentale l'apparizione delle Converse All Star evocava il costume design divertito di Marie Antoinette. Uno degli abiti a tubino ha lasciato particolarmente il segno, realizzato in pelle color carne e interamente ricoperto di sigilli rossi, come tatuaggi sul corpo della modella. Persino l’utilizzo dei capelli, un escamotage artistico di cui i designer di ogni città stanno facendo uso nei loro ultimi show, è stato sorpredente e originale, per la realizzazione di top a mantello biondi e la decorazione di corsetti, o ancora per la realizzazione di giarrettiere fatte di sottili trecce nere.
4. Di Petsa
Se Dilara Findikoglu ha prodotto dei personaggi fantastici per la FW25, Di Petsa ha spinto l’acceleratore sulla fantasia arrivando a realizzare dei veri e propri costumi di scena. In Reflections of Desire, la designer greca Dimitra Petsa è tornata a parlare della sensualità femminile con un ritrovato senso politico. Partendo dalla mitologia, la nuova collezione esplora le protagoniste storiche delle tenebre, dalle sirene alle streghe, dalle vampiresse alle dee greche. L’iconografia antica si è scontrata con la realtà grazie all’utilizzo di pesanti trasparenze, di silhouette dinamiche nonché del moderno wet look per cui la designer è ormai famosa. Con questa collezione la designer ha dimostrato di essere diventata più matura e sicura dei propri valori, tra cui le proprie radici, celebrate a fine show con una danza tradizionale greca.
5. Central Saint Martins MA Fashion
Ogni anno gli studenti del prestigioso corso MA Fashion della Central Saint Martins presentano le loro collezioni durante il primo giorno della Fashion Week. Nonostante ogni show sia emozionante, dato che alcuni dei più brillanti designer di sempre sono stati formati in questa università, quest’anno i nuovi talenti della scuola hanno dimostrato davvero grande potenziale. Dalla scelta al trattamento dei materiali, passando per l’ampio spettro di influenze artistiche che hanno ispirato il loro lavoro, alcuni degli studenti hanno portato in passerella collezioni pronte per atterrare nel calendario ufficiale della Fashion Week o, ancora meglio, nei negozi di moda più frequentati del centro di Londra. Lo show ha dimostrato che l’ambizione più grande per un giovane designer non deve essere solo esprimere la propria creatività, ma anche imparare le giuste capacità sartoriali per veicolarla al meglio.