Quella volta in cui Balotelli indossò la maglietta "Why Always Me?" Dimostrando di essere un'icona di stile e del calcio

Mario Balotelli è stato un calciatore controverso nel corso della sua carriera ma c’è una città dove verrà amato e celebrato per il resto dei suoi giorni: Manchester, sponda City. Non tanto per i gol, 30 in 80 partite complessive, ma per i momenti iconici che ha saputo regalare. D’altronde c’è anche la sua firma nel giorno più importante nella storia del club, 13 maggio 2012, quando il Manchester City, all’epoca allenato dall’attuale CT della Nazionale Roberto Mancini, sconfisse 3-2 il Queen’s Park Rangers all’ultima giornata di Premier League con due gol nei minuti di recupero vincendo il campionato per la prima volta dalla stagione 1967/68. È lui infatti a fornire l’assist decisivo a Sergio Aguero per il gol vittoria.

Nel corso di quella stagione Balotelli aveva regalato altri momenti iconici, come ad esempio il gol di spalla segnato contro il Norwich, ma nessuno era stato in grado di replicare il livello di aura generato dall’esultanza per il primo dei due gol realizzati a Old Trafford nel derby contro il Manchester United vinto per 6-1 il 23 ottobre 2011. Dopo aver piazzato il pallone all’angolino, Balotelli si gira in favore di camera e alzandosi la Home jersey Umbro oltre il collo rivela una seconda maglia, con una scritta che ancora oggi riassume al meglio la sua carriera: “WHY ALWAYS ME?”.

Una serie di sfortunati eventi

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La settimana precedente al derby, Balotelli finisce sulle prime pagine di tutti i tabloid britannici in quanto i pompieri sono costretti ad intervenire per sedare un incendio che scoppia nella sua abitazione. Si scoprirà successivamente che ad appiccare, involontariamente, l’incendio era stato lo stesso Balotelli maneggiando maldestramente dei petardi nel corso di una festa con amici.

Questa vicenda è l’apice di una serie di controversie per cui Balotelli viene preso di mira: nell’agosto 2010 è protagonista di un incidente automobilistico in cui esce illeso; nel marzo 2011 prima è protagonista di un litigio, sfociato quasi in una rissa e poi, pochi giorni dopo, il Manchester City gli toglie una settimana di stipendio come punizione, per aver lanciato delle freccette contro alcuni ragazzi delle giovanili. Il mese successivo la sua Maserati venne presa a sprangate. A luglio, nel corso di un’amichevole, Balotelli sbaglia un gol solo davanti al portiere tentando uno strano colpo di tacco in piroetta; il tecnico Roberto Mancini lo sostituisce immediatamente e lo sgrida in mondovisione. Infine l’episodio dei petardi in casa.

Colpito da una mole di critiche sempre più pesante, Balotelli pensa di sfogare un po’ della sua frustrazione lanciando un messaggio in caso di gol nel corso del derby. Una risposta ai media. Per questo motivo prima della partita si presenta da Les Chapman, il kitman del Manchester City, e gli chiede di stampare una frase per lui. Chapman lo avvisa che ci sono delle regole da rispettare in tema di magliette celebrative: non devono esserci offese o provocazioni. Tutte le frasi che Balotelli propone vengono rispedite al mittente. Così Balotelli propone a Chapman “Why always me!”. Chapman risponde alla proposta con una sola obiezione, inserire il punto di domanda al posto del punto esclamativo. Dopo di ché, giratosi sulla pressa, griffa la scritta su una maglia termica.

Un meme leggendario

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Nell’istante esatto in cui Balotelli mostra la maglia celebrativa, entra nella storia del calcio mettendo in scena una delle esultanze più iconiche di sempre. In passato si erano viste decine di maglie celebrative dopo un gol, Francesco Totti era stato maestro di questa disciplina con la maglia “Vi ho purgato ancora” per prendere in giro i tifosi della Lazio dopo un gol nel derby nel 1999 oppure la maglia 6 UNICA con cui dichiarava il suo amore per Ilary Blasi nel 2002. Nessuna però aveva mai raggiunto, e mai raggiungerà, l’epica di “Why always me?”.

Innanzitutto perché in quel momento Balotelli era il bad guy del calcio internazionale, sempre al centro dell’attenzione per i motivi sbagliati e per un atteggiamento infantile. Quella maglia era la risposta perfetta a tutte le critiche, un meme prima che i meme diventassero la forma di comunicazione più diffusa al mondo. C’è poi una componente estetica molto importante ovvero che la scritta “Why always me?” venne stampata con il font ufficiale della Premier League, utilizzato tra il 2007 e il 2017. Un typeface dallo stile audace e angolare con spigoli vivi e una forma più condensata. Dettagli che ad una prima occhiata diedero l’impressione di un prodotto ufficiale del City e che ancora oggi contribuiscono ad aumentare la bellezza di quel momento per via del valore sentimentale che i tifosi hanno attribuito a quell’epoca storica del campionato inglese.

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