Nicolas Di Felice è il prossimo direttore creativo di Alaïa? I rumor si rincorrono ormai da settimane

L’estate si avvicina, le temperature si alzano e anche la macchina del gossip inizia a riscaldarsi. L’ultima e più bollente voce riguarda una prossima nomina a direttore creativo che potrebbe arrivare nei prossimi mesi o settimane: Nicolas Di Felice potrebbe diventare il nuovo direttore creativo di Alaïa. I rumor sono iniziati già a marzo in realtà, nel momento della chiacchierata uscita del designer da Courréges, avvenuta sotto una nuvola di gossip e a pochi mesi dall’uscita di Pieter Mulier da Alaïa.

Ora, sia per un discorso di affinità di stile che per una questione di mantenimento dell’impeto d’immagine e commerciale, un’eventuale nomina di Di Felice nel brand del gruppo Richemont potrebbe aver senso. Al di là dell’ormai celebre borsa Teckel e delle ballerine virali di Mulier, infatti, il cuore dell’offerta del brand rimane il ready-to-wear di cui Di Felice è uno specialista. Ma questa nomina ha senso nel contesto dello stato di salute del reparto moda di Richemont?

L’anello debole della catena

Secondo il report annuale di Richemont, Alaïa gode di uno «strong momentum», supportato da diversi anni di crescita, con performance positive nel ready-to-wear e negli accessori chiave, oltre a aperture di flagship di successo a Parigi e Pechino e un buon riscontro durante la Paris Fashion Week. L’azienda presenta Alaïa (insieme a Peter Millar) come uno dei principali driver positivi della divisione “Other” che include tutti i vari brand di moda.

Eppure, guardando i numeri della divisione nel complesso, il quadro appare meno trionfale. Le vendite dell’area “Other” (che include anche Chloé, Delvaux, Gianvito Rossi, Dunhill e Montblanc) sono scese del 2% a tassi di cambio attuali da 2.788 milioni di euro a 2.732 milioni, pur registrando un +3% a tassi costanti. Nonostante il calo delle vendite, comunque leggero, il risultato operativo è leggermente migliorato, passando da una perdita operativa di 102 milioni di euro a una di 96 milioni.

Il miglioramento modesto della redditività, pur in presenza di vendite stabili o in lieve calo, è dovuto principalmente alla disciplina sui costi e a un secondo semestre andato meglio, che ha permesso di compensare in parte gli effetti negativi delle valute deboli e dei maggiori investimenti. Si può dire a oggi che Alaïa rimane la star della divisione che però resta ancora in perdita operativa e rappresenta la parte più debole di Richemont. Il che però non è un enorme problema dato che il vero business di Richemont, che nel complesso resiste solidamente, è dovuto all’ottima performance di gioielli e orologi, di cui il gruppo è campione indiscusso.

Una scommessa senza troppi rischi

@nssmagazine Nicolas Di Felice has stepped down as creative director of Courrèges, five years after being appointed #nicolasdifelice #courreges #courrèges #tiktokfashion #creativedirector son original - leonardo

Investire dunque su Di Felice rappresenta una scommessa senza rischi? Sì e no. Un articolo di Glitz pubblicato lo scorso gennaio spiega che Alaïa ha accumulato perdite pesanti per anni: in quello chiusosi a marzo 2025 i ricavi erano in crescita da 96 a 146 milioni di euro, ma si parla di una perdita di 11 milioni; nel 2024 la perdita era stata di 19 milioni, per un rosso totale di 39 milioni.

Difficoltà che hanno portato Richemont a sostenere il brand economicamente nel corso del tempo. Tutti dati che indicano che la situazione della moda di Richemont resta delicata e che gli investimenti continuano a pesare sui guadagni. Il che renderebbe una nomina di Di Felice probabile, dato il buzz che potrebbe portare al brand.

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