A Guide to All Creative Directors

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Cosa sta succedendo da LVMH?

Nuovo anno, stessi cambi

Cosa sta succedendo da LVMH? Nuovo anno, stessi cambi

Non solo i direttori creativi della moda sono sottoposti a un continuo valzer di nomine e sostituzioni. Anche il colosso francese del lusso LVMH pare essersi lanciato in una serie di cambiamenti interni che, negli ultimi mesi, hanno mostrato quanto il gruppo sia determinato a voltare pagina. A fianco delle difficoltà legate a una crisi del lusso senza precedenti e a una recessione che ha colpito i diversi comparti, la holding si è trovata addirittura costretta, dall’inizio del 2024, a rinunciare a metà del proprio comitato esecutivo. Una riorganizzazione drastica che, a quanto pare, non ha risparmiato nemmeno figure di spicco: emblematico è stato il licenziamento di Chantal Gaemperle, per 17 anni a capo delle risorse umane e considerata una delle più strette collaboratrici di Bernard Arnault, insieme a quello di Alessia Gargano, responsabile HR della divisione beauty, entrambe allontanate nello stesso periodo lo scorso novembre. Eppure, quando ci sono partenze così significative, inevitabilmente fanno spazio a nuovi arrivi e nuove voci nel management. Osservando le notizie più recenti su LVMH, balza subito all’occhio un particolare comune a molti nomi in ascesa: tutti condividono il cognome Arnault.

È notizia di questi giorni che Jean-Christophe Babin diventerà il nuovo CEO dell’area orologiera del gruppo, a partire dal 1° aprile. La sua nomina si accompagna a quella di Frédéric Arnault, quarto figlio del “lupo in cachemire”, scelto come direttore generale di Loro Piana, storico marchio italiano famoso per le sue lavorazioni pregiate in cachemire, vigogna e lane raffinatissime. Fino a ora CEO di Bvlgari, Babin «porterà avanti il percorso avviato da Frédéric Arnault, continuando a sviluppare e coordinare, insieme alle Maison Hublot, TAG Heuer e Zenith, le loro strategie di crescita e posizionamento, ispirandosi al lavoro svolto in precedenza su TAG Heuer e, dal 2013, su Bvlgari», come si legge nel comunicato ufficiale. Dall’altra parte, Frédéric Arnault esordirà ufficialmente il 10 giugno alla guida di Loro Piana, fino a oggi condotta dal fratello Antoine Arnault, il quale, secondo le indiscrezioni, dovrebbe prendere il posto di Toni Belloni e diventare presidente di LVMH Italia. È evidente, tuttavia, che i rampolli della famiglia Arnault non si fermano qui, perché anche nelle ultime settimane le promozioni non sono affatto mancate.

Alexandre Arnault, terzo figlio della dinastia e attuale vicedirettore generale della divisione vini e alcolici di LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, figura tra i candidati per entrare nel consiglio di amministrazione di Moncler. Questa prospettiva si è delineata dopo l’accordo siglato lo scorso settembre tra Remo Ruffini, presidente e CEO di Moncler, e LVMH, in virtù del quale il gruppo francese ha ottenuto il 10% di Double R, il veicolo d’investimento controllato proprio da Ruffini, che detiene a sua volta il 16,9% di Moncler. L’assemblea degli azionisti di metà aprile deciderà se confermare la candidatura di Alexandre Arnault e se estendere il numero di posti disponibili nel CdA. Sebbene non ci sia ancora nulla di definitivo, sembra molto probabile che la sua nomina vada in porto, considerando la prontezza con cui Bernard Arnault riesce a inserire i propri figli nei vertici. Già a novembre scorso, infatti, Alexandre aveva fatto un passo avanti nel gruppo, entrando nella divisione vini e alcolici durante un rimpasto interno. Prima ancora, ricopriva il ruolo di vicepresidente esecutivo per i prodotti, la comunicazione e l’industria di Tiffany & Co. a New York, dal 2021.

La maggiore della famiglia, Delphine Arnault, è oggi CEO di Christian Dior Couture, posizione che ha assunto nel 2023 dopo essere stata vicedirettrice generale di Dior nonché vicepresidente di Louis Vuitton. Il più giovane dei fratelli, Jean Arnault, dal 2021 ricopre invece la carica di direttore marketing e sviluppo della linea orologi per Louis Vuitton. Verrebbe quasi da dire che, a questi ritmi, LVMH potrebbe tranquillamente cambiare nome in “Arnault”. E visto che Bernard Arnault ha recentemente dichiarato di voler continuare a lavorare fino a 85 anni, non ci sarebbe da stupirsi se, una volta sistemati tutti i figli, fosse il turno dei nipoti di fare il loro ingresso in scena.