A Guide to All Creative Directors

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Per la moda, il vero lusso del 2025 è il sonno

Dalla camera da letto alla passerella

Per la moda, il vero lusso del 2025 è il sonno Dalla camera da letto alla passerella

Alcuni designer, durante le ultime fashion week, hanno presentato nelle loro collezioni capi tradizionalmente indossati tra le mura domestiche reinterpretandoli come abiti ready to wear piuttosto che ready to sleep. In realtà, l’utilizzo dell’homewear non è nuovo sulle passerelle e già nella “quiet luxury era”, precisamente durante le fasi di lockdown, i brand più noti avevano realizzato per le collezioni dell’epoca cappotti-mantella che sembravano delle coperte, scarpe a forma di calzino come quelle di Bottega Veneta e coordinati “similpigiama” in cashmere proposti da The Row e Loro Piana. In quel periodo storico, la moda sembrava rispondere alla crisi dei corpi negli spazi della socialità: in un certo senso, questi capi minimal, confortevoli e che sanno di casa, hanno reso meno traumatico il passaggio verso la costruzione di una nuova quotidianità. Oggi, il trend ha assunto diverssissime sfumature e altrettanti significati diversi alla luce della fase massimalista e decorativista che la moda sta attraversando.

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Ermanno Scervino, FW25
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Prada, FW25
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Prada, FW25
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Prada, FW25
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Prada, FW25
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Undercover, FW25
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Undercover, FW25
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Lazoschmidl, fw25
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Ermanno Scervino, FW25
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Prada, FW25

A fare da precursori ci sono Miuccia Prada e Raf Simons che sia nella sfilata FW25 womenswear che in quella menswear hanno proposto la classica camicia da notte abbinata nell’uomo a stivali da cowboy consumati e a bracciali con pendenti a forma di palline da baseball. L’utilizzo di questo abbigliamento da notte nella sfilata maschile si inserisce in un ragionamento più ampio sull’idea di istinto e di natura dell’essere umano che, attraverso i contrasti tra tessuti, proporzioni e scelte di stile, rivela la sua identità caleidoscopica. Nella collezione donna invece questi pigiami, tipicamente borghesi, sono reinterpretati da Prada e Simons alla luce di una domanda che ha ispirato il processo creativo dei designer per la realizzazione della sfilata: “Cosa significa la femminilità oggi?”. Queste vestiti da notte sono portati sotto cappotti di lana e sono abbinati a gonne spiegazzate che assomigliano, per il modo con cui sono posizionati i bottoncini, ai classici boxer in cotone. Il riferimento all’abbigliamento da camera, da sempre presente nelle collezioni del brand milanese, si legge anche nella scelta del beauty e delle acconciature delle modelle che portano i capelli volutamente in disordine quasi come se si fossero appena svegliate. Ritroviamo le classiche camicie da notte anche nella FW25 uomo di Undercover abbinate a cardigan infeltriti e guanti di pelliccia con stampa floreale. Nella collezione FW25 di Lazoschmidl invece notiamo un pigiama a righe proposto con cravatta e spessi occhiali neri, quasi come look da ufficio. Nella sfilata FW25 di Ermanno Scervino l’uniforme da notte viene presentata in una sofisticata versione in velluto.

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Christian Cowan, FW25
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3.Paradis, FW25
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Prada, FW23
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Christian Cowan, FW25
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3.Paradis, FW25

Alcuni designer hanno interpretato questo trend in modo esplicito. Pensiamo al brand 3.Paradis (FW25) del designer Emeric Tchatchoua che, nella sua ultima collezione, attingendo ai suoi ricordi adolescenziali degli inverni passati a Montreal, ha realizzato top imbottiti che sembrano federe di un cuscino, strizzando un po’ l’occhio alla FW23 di Prada e al cosiddetto “bedcore”, e giubbotti che potrebbero essere facilmente confusi con dei materassi. Addirittura in un look della sfilata un modello indossa una mascherina da notte e porta tra le mani una coperta quasi come se fosse una borsa. Anche lo stilista britannico Christian Cowan è stato contagiato da questo trend: nella FW25 ha realizzato un vestito con un corpetto che assomiglia ad un cuscino. Questa fascinazione dei designer per l’homewear e, più in generale, per gli oggetti di arredamento che ritroviamo comunemente nelle camere da letto, si può osservare anche in relazione al ritorno della giacca trapuntata, la cui trama e imbottitura è spesso utilizzata per realizzare coperte e piumoni.

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Meryll Rogge, FW25
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Chloé, FW25
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Alaïa, SS25
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Fendi, FW25
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Fendi, FW25
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JW Anderson, SS25
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JW Anderson, SS25
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Mame Kurogouch, FW25
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JW Anderson, SS25
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Michael Kors, FW25
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Meryll Rogge, FW25
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Chloé, FW25

Chemena Kamali ha proposto, come nuovo capospalla della ragazza Chloé per la FW25, un cappotto con le tipiche cuciture a rombi delle trapunte, decorato da bordi di pelliccia. Il tessuto trapuntato ha catturato l’attenzione di Silvia Venturini Fendi che, nell’ultima collezione presentata in occasione del centenario della maison romana, ha realizzato gonne e camicie con questo effetto imbottito. Questa tendenza è stata interpretata in modo concettuale ed architettonico da Pieter Mulier che per la sfilata SS25 di Alaïa ha realizzato bomber dalle forme scultoree.  Anche la designer belga Meryll Rogge si è ispirata ai piumini trapuntati per la sua FW25 nella quale ritroviamo felpe e gonne fatte di rombi imbottiti che la stilista ha abbinato a top di lana e camicie a quadretti attraverso uno styling un po' grunge. Inoltre nella SS25 uomo di JW Anderson, Jonathan Anderson ha proposto le tipiche quilted jackets, capo classico della moda britannica spesso indossato dalla Regina Elisabetta durante le sue escursioni nel countryside, in una versione molto over, abbinate ad anfibi. Ancora la stilista giapponese Mame Kurogouchi nella FW25 ha realizzato un morbido cappotto bianco che riprende le cuciture imbottite di un classico piumone. Alcuni designer hanno portato in passerella sciarpe e coperte trasformandole in capi da mettere nel quotidiano. Pensiamo alle mantelle di Michael Kors nella FW25, alla mini skirt-sciarpa realizzata da Nicolas Ghesquière nella collezione FW25 di Louis Vuitton e alle gonne che sembrano plaid a rovescio proposte nella sfilata di Eckhaus Latta FW25.

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Moschino, FW25
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Versace, FW25
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Versace, FW25
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Versace, FW25
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N.21, FW25
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Moschino, FW25
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Versace, FW25

Un'altra declinazione di questo trend si può osservare nella scelta dei designer che si servono di tessuti e stampe da interior, solitamente utilizzati per la decorazione della casa, ripensandoli come abiti da sera. A tal proposito, Donatella Versace, per il suo show d’addio (FW25), ripescando dagli archivi delle collezioni “Versace Home”, ha proposto in passerella abiti con balze imbottite che sembrano piumoni oppure cappotti e vestiti la cui fodera interna riprende la classica trama barocca della maison utilizzata spesso per la biancheria da letto nelle collezioni home del brand. Sulla stessa falsa riga, sia Adrian Appiolaza per Moschino sia Alessandro dell’Acqua per il suo brand N.21, per realizzare dei capispalla, si sono ispirati a tessuti e stampe dal gusto retrò, che ricordano un po' le coperte ricamate dalle nonne. Il primo nella FW25 ha creato un cappotto imbottito con una stampa floreale, un po’ anni ‘70 e un po' surrealista, con un cappello che sembra un enorme cuscino. Il secondo ha inserito nella collezione FW25 un look che si compone di un bomber, di una gonna e di una sciarpa con la stessa fantasia floreale.

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Tom Ford, FW25s
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Valentino, FW25
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Tom Ford, FW25s
Per la moda, il vero lusso del 2025 è il sonno Dalla camera da letto alla passerella | Image 560613
Valentino, FW25

L’homewear ha incuriosito anche Alessandro Michele e Haider Ackermann. Entrambi i designer hanno proposto nelle loro collezioni più recenti un oggetto tipico dell’abbigliamento da camera, la vestaglia, trasformata da questi in capo ready to wear. Nella FW25 di Valentino, Michele ha abbinato a look formali con cravatta e pantaloni sartoriali vestaglie ricamate: un contrasto tra abiti indoor e outdoor, espressione di un rapporto intimo tra il corpo e il vestito. Ackermann invece per la sua collezione debutto da Tom Ford (FW25) si serve di questo capo per raccontare la seduzione del “the morning after”. La vestaglia, legata in vita da una cintura con frange, diventa in questa sfilata un simbolo di erotismo tra la notte e il giorno che nasconde ancora i vestiti della sera prima.