A Guide to All Creative Directors

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I 5 show della Paris Fashion Week Women’s FW25 che forse vi siete persi

Dalle mega-perle di Vaquera al glamour inquietante di Matières Fecales

I 5 show della Paris Fashion Week Women’s FW25 che forse vi siete persi Dalle mega-perle di Vaquera al glamour inquietante di Matières Fecales

La moda si lamenta da più di un anno: troppi brand stanno cambiando direzione creativa, troppi designer si stanno riparando all’ombra del recession-core e troppi consumatori stanno cedendo al fascino della nostalgia. Eppure durante quest’ultimo fashion month possiamo dire che la luce in fondo al tunnel ci ha finalmente degnati di uno sguardo, grazie soprattutto a una nuova orda di creativi giovani e intraprendenti che hanno voglia di fare sentire la propria voce. Bisogna dire che anche ai vertici del lusso ci sono state un paio di sorprese, dalle muse eteree di Chloé alle segretezza ammaliante di The Row, dalla plasticità anni ‘80 di Saint Laurent al debutto sensazionale di Sarah Burton per Givenchy. Non c’è cosa più bella di dover scrivere un articolo riassuntivo dei migliori show della Fashion Week e di avere l’imbarazzo della scelta. 

Ecco, dunque, i 5 show della Paris Fashion Week Women’s FW25 che forse vi siete persi.

1. Vaquera 

La missione di Vaquera è creare un nuovo linguaggio, e con lo show di questa settimana il brand ha dimostrato di saperlo fare benissimo. La FW25 ha giocato con i canoni della borghesia chic che riempie le strade parigine, tra toni di grigi in lana, pelliccia e pattern maculati. Sempre con un tocco di ironia, i classici vengono reinterpretati secondo l’etica punk del brand, che in questa nuova collezione ha presentato una grande numero di pezzi integrabili nell’armadio di molti. Le spalle imbottite sono state il punto focale della linea, capaci di trasformare totalmente l'intera silhouette, mentre il reggiseno si è trasformato in abito e i cappelli dialogano con un’epoca lontana. Non sono mancate citazioni alla Chanel di Karl Lagerfeld, un codice stilistico che Patric di Caprio, Bryn Taubensee e la loro senior designer Laura Spence hanno esplorato forse per anticipare che Vaquera è pronto a spostarsi definitivamente da New York a Parigi. Che dire, di solito americani e francesi non vanno d’accordo, ma in questo show è sbocciato un amore.  

2. Rokh 

All’interno di una vecchia casa francese dai muri scrostati e i pavimenti nudi, Rokh - fondato nel 2016 dal designer coreano Rok Hwang - ha presentato Fractured Motion. Come si evince dal titolo, la collezione esplora silhouette strutturate per muoversi al passo delle modelle, con tagli, arricciature e nodi studiati nei minimi dettagli per evocare un senso di comfort e di artigianalità. Non si può parlare di decostruzione, perché i look di Rokh per la FW25 erano capolavori architettonici: i trench diventano abiti a vita bassa con l’aggiunta di rouches e cinture, la linea tradizionalmente rettangolare dei cappotti in lana viene arrotondata da mantelli cuciti fino agli orli del copricapo, mentre l’abbinamento tra un busto di gesso e un trench legato in vita rende lo strumento artistico sorprendentemente indossabile. 

3. Matières Fecales 

Il debutto alla Paris Fashion Week deve essere un bel fattore di stress per un giovane designer, specialmente se il brand che stai per portare in passerella porta il nome di Matières Fecales. I fondatori Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran però non hanno avuto nulla da temere: il punk-chic piace a tutti. I due designer, ex artisti e DJ appassionati di make-up stravagante, hanno portato in passerella un bel compromesso tra eccentricità e discrezione, tra outerwear total black strutturato - anche qui le spalle imbottite hanno rubato la scena - e guanti in pelle bianca ricoperti di spine argentate. Ci sono stati capi aderenti alla praticità dello streetwear, come i bomber e le felpe graficate, ma anche look showstopper degni di un’opera teatrale, più che di un red carpet. Su abiti da sera bianchi, ali d’angelo piumate sbucavano dalle spalle dei modelli come un mantello oppure si stagliavano verso il cielo a partire dalla scollatura di un tailleur di organza. Deliziosamente inquietante. 

4. Ann Demeulemeester 

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Su X gli utenti si divertono a scrivere che Ann Demeulemeester e Chloe sono facce della stessa moneta, come Yin e Yang. Effettivamente si assomigliano, sebbene i riferimenti artstici siano ben diversi tra loro: mentre Chemena Kamali da Chloé esplora il boho chic attraverso le it-girl che hanno popolarizzato l’estetica negli anni 2000, da Ann Demeulemeester il designer Stefano Gallici guarda a un’epoca passata ma soprattutto all’arte, all’architettura e alla community underground del brand. Dennis Hopper, Georgia O’Keeffe, Abbie Hoffman Glenn Lutchford e Richard Serra erano protagonisti della moodboard della nuova collezione, un’opera di rivisitazione dell’animo romantico del marchio belga con la fresca aggiunta di riferimenti boho. Gilet e lunghe gonne di pelle sono stati abbinati a camicie bianche dalle grandi maniche a palloncino, il completo giacca e camicia è stato ammorbidito da un poncho in maglia nera fermato da una spilla in argento. Ciò che rende estremamente affascinante la nuova collezione di Gallici per Ann Demeulemeester è stato il modo in cui ha celebrato una subcultura senza sradicarla, il modo in cui ha raccontato il proprio mondo (e quello del brand) senza rincorrere troppo la nostalgia. In poche parole, si è trattata di vera autenticità. 

5. Vautrait 

La FW25 di Vautrait, brand fondato da Yonathan Carmel nel 2021, può essere interpretata come una tesi sul significato di “timeless”. Troppe volte il termine viene ripreso senza ritegno, ma in questo caso bisogna proprio dire che è quello giusto. Non si può assegnare una decade o un’epoca a questa collezione: ogni capo può appartenere a qualsiasi età - il che rende la linea estremamente desiderabile. I classici, come le shearling jacket e la maglieria argyle, le biker jacket e il tartan, hanno un volto tutto nuovo: le silhouette sono più avvolgenti, più strutturate, più seducenti. I look lasciano intravedere poco del corpo delle modelle, eppure la plasticità delle maniche, il drappeggio della seta attorno alle spalle e la stropicciatura del total white, così come le cascate di plissé narrano di una femminilità sicura, forte e indipendente.