A Guide to All Creative Directors

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Blumarine quando c'era Anna Molinari

La storia del brand dagli esordi fino a David Koma

Blugirl Collezione Autunno 2017
Blumarine quando c'era Anna Molinari La storia del brand dagli esordi fino a David Koma
Collezione SS 2000
Collezione SS 2000
Collezione SS 2007
Collezione SS 2007
Collezione SS 2007
Collezione FW 2012
Collezione FW 2012
Collezione FW 2012
Collezione SS 2000
Blugirl Collezione Autunno 2017
Blugirl Collezione Autunno 2017
Blugirl Collezione Autunno 2017
Blumarine quando c'era Anna Molinari La storia del brand dagli esordi fino a David Koma

Definita “la regina delle rose” da Beppe Modenese, Anna Molinari ha creato, insieme a Gianpaolo Tarabini, una storia che ha incantato generazioni intere. La sua creatura, Blumarine, non è mai stata semplicemente un brand; è stata una dichiarazione di intenti, un inno alla bellezza sensuale e romantica della donna. Con il suo tocco inconfondibile, Molinari ha raccontato una rosa che sboccia: affascinante e pungente, irresistibile, profondamente femminile e istigatrice. Blumarine nasce nel 1977 a Carpi, in provincia di Modena, e la sua crescita è stata da subito travolgente. Nel 1980, il marchio debutta al Modit di Milano, una vetrina preziosa per il giovane brand. Quello stesso anno, Anna Molinari conquista il titolo di Designer dell’Anno. Ma è nel 1988, con la fondazione del gruppo Blufin, che Blumarine intraprende una crescita più strutturata e si diversifica. Blumarine diventa il centro di un ecosistema che include Blugirl e Anna Molinari, creando un’offerta diversificata ma sempre unita dalla medesima visione di una donna elegante, sensuale e mai volgare.

Blumarine: il motore trainante di Blufin

Era il 1993. Una giovane Monica Bellucci posava su un letto: indossava un corsetto a quadri bianchi e celesti, shorts in denim con cintura gioiello. Due trecce poggiavano languidamente sul suo seno, le gambe tese, lo sguardo magnetico, era la campagna 1993. La donna di Blumarine è potente ma delicata, sensuale ma mai volgare. È una donna romantica che conosce le regole della seduzione. Nel 1981, il brand debutta in passerella durante la Fashion Week, segnando l’inizio di un susseguirsi di successi e di una crescente internazionalizzazione. La donna immaginata da Molinari è avvolta da colori tenui: rosa cipria, cardigan pastello, cappottini bon-ton. Indossa abiti di pizzo svasati che ondeggiano a ogni passo, impreziositi da applicazioni floreali—rose, mimose e scollature profonde. Le pellicce rasate e ricamate, un’estetica ricercata e squisitamente femminile, conquistano il mondo. Nel 1990, la prima boutique firmata Blumarine apre in Via della Spiga a Milano, e nel tempo il marchio è venduto in oltre 400 boutique in tutto il mondo. Fotografi come Helmut Newton, Tim Walker ed Ellen von Unwerth immortalano l’essenza di Blumarine, contribuendo a diffonderne il mito.

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Collezione FW 2012
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Collezione SS 2000
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Collezione SS 2000
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Collezione SS 2000
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Collezione SS 2007
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Collezione SS 2007
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Collezione SS 2007
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Collezione FW 2012
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Collezione FW 2012
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Collezione FW 2012
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Collezione SS 2000

L’universo di Blumarine decorava la donna con rose e fantasie animalier. Nel 1999, per la collezione SS 2000, Anna Molinari si ispirò a Le Mille e una Notte. Vogue Runway la definì “sfacciatamente festosa”: «Motivi etnici ovunque, sotto forma di draghi ricamati con perline, dettagli in stile indiano e stampe zebrate di ispirazione africana. Una celebrazione sfrenata del concetto di decorazione». Nicole Phelps, nel 2006, scriveva su Vogue«Per quanto la Milano Fashion Week potrebbe trarre vantaggio da qualche tailleur pantalone, non ci si reca alla sfilata di Blumarine per questo». Per la SS 2007, la collezione di Blumarine si concentra sulla femminilità senza tempo con abiti da festa e cardigan gioiello, ispirati a un mix di glamour hollywoodiano, chiffon, ricami floreali e dettagli preziosi. Blumarine rappresentava il sogno delle signore dell’alta società che volevano vestirsi con qualcosa di un po’ più audace del moralmente concesso, senza mai sentirsi giudicate. “Positively shining” (positivamente scintillante): nella FW 2012, Anna Molinari si concentra su pellicce voluminose e colorate. Il successo e la continua appetibilità di Blumarine sotto la direzione di Molinari derivavano dall’abilità di mescolare sensualità ed eccesso decorativo con una riduzione della pudicizia. Il tutto rimaneva sempre all’interno di un’estetica bon ton che sapeva essere kitsch ma sobria, perfettamente accettata nei “salotti borghesi.”

Blugirl

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Blugirl Collezione Autunno 2017
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Blugirl Collezione Autunno 2017
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Blugirl Collezione Autunno 2017
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Blugirl Collezione Autunno 2017
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Blugirl Collezione Autunno 2017

Blugirl nasce nel 1995 con l’ambizioso intento di conquistare una clientela più giovane e dinamica, meno incline agli investimenti di lusso ma sempre desiderosa di quell’eleganza e femminilità distintive della casa madre, Blumarine. La sua creazione si inserisce perfettamente in un periodo di espansione globale per il brand, che negli anni ’90 stava ormai consolidando la sua identità nel panorama internazionale. Blugirl diventa così il manifesto di una visione contemporanea della donna: fresca, spontanea, ma senza rinunciare alla grazia e all’eleganza che da sempre contraddistinguono il marchio. Un incontro perfetto tra lusso e praticità, pensato per una generazione che vuole sentirsi sofisticata ma anche accessibile, audace senza rinunciare alla delicatezza. Il marchio si distingue, oltre che per un’accessibilità maggiore rispetto alla sorella Blumarine, per una scelta sartoriale che unisce la morbidezza e la sensualità dei tessuti con un’esplosione di colori e stampe vivaci. Un universo estetico in cui il romanticismo iconico di Blumarine si fonde con un tocco più frizzante, moderno e provocatorio. Blugirl interpreta i cambiamenti culturali degli anni ’90 e 2000, proponendo una moda accessibile ma con un forte valore estetico, capace di restare al passo con i tempi. Da quando, nel 2020, la direzione stilistica di Be Blumarine (la nuova linea del gruppo Blufin) è stata affidata a Mirko Fontana e Diego Marquez, i designer di Au Jour Le Jour, il brand ha intensificato la sua proposta, arricchendo il catalogo con una visione contemporanea ed elegante, pensata per donne tra i 25 e i 50 anni.

La linea Anna Molinari

La linea Anna Molinari ha debuttato in passerella a Milano nel 1995, apriva un nuovo segmento per il gruppo Blufin. Concepita come una collezione di alta moda, mirava a esprimere al massimo l’estetica sofisticata e l’artigianalità tipiche della maison. Questa linea rispondeva all’esigenza di proporre creazioni di lusso che mantenessero intatta la visione romantica e femminile di Blumarine, ma con un’interpretazione ancora più esclusiva e sensuale, destinata a una nicchia ben precisa. Per la collezione SS 2000, sotto la direzione di Rossella Tarabini, figlia di Anna Molinari si ispirò all’idea di “Lou Lou va in vacanza con una valigia di bianco e oro.” La collezione si distingueva per l’uso di stampe vivaci, abiti in stile Pierrot, applicazioni floreali e un’abbondanza di paillettes. Abiti in chiffon con la scritta “I love you” e motivi floreali provenzali su velluto dévoré completavano la proposta. Secondo Vogue Runway«Tarabini riteneva che la sua collezione fosse “pura Saint-Tropez”, ma molti dei suoi pezzi sarebbero stati sicuramente ben accolti alle feste colorate e stravaganti di Rio de Janeiro».

Per l’autunno 2004, la collezione si ispirava a un immaginario evocativo, combinando elementi di Bette Midler nei panni di Janis Joplin in The Rose con l’essenza di Virginia Woolf. Sarah Mower di Vogue Runway osservò che «la realtà, fortunatamente, era molto più semplice: Anna Molinari ha sempre trovato il modo di realizzare abiti eleganti, qualunque fosse l’umore della stagione. Questa volta, si trattava di un glamour d’antiquariato con un accento anni ’70». La collezione presentava un fascino nostalgico, mescolando elementi vintage e moderni con una fluidità che richiamava un’eleganza senza tempo. La linea Anna Molinari mantenne la sua unicità fino al 2008, quando il brand decise di concentrarsi su altre direzioni e la linea fu sospesa. Dopo quasi vent’anni, a gennaio di quest’anno, Anna Molinari è tornata in scena. Durante il Pitti a Firenze, è stata presentata la collezione FW 2025-26 del brand. Questo ritorno è stato reso possibile grazie a un accordo di licenza di cinque anni tra Franco Rossi ed Exelite, il gruppo fondato da Marco Marchi che detiene la proprietà di Blufin. Franco Rossi, specializzato nella maglieria, svilupperà il brand nel settore premium, con un focus particolare sul knitwear.

 

Blumarine dopo Anna

Poco dopo, nel 2019, il gruppo Blufin viene acquisito da Marco Marchi, fondatore di Liu Jo. Nel 2020 alla direzione creativa approda Nicola Brognano, classe 1990, che rimarrà a capo della griffe di Carpi fino all’ottobre del 2023. Il lavoro di Brognano, sin dal debutto, si è concentrato sulle icone dello stile Y2K. Per tutto il suo operato da Blumarine, l’estetica degli anni Duemila è stato il suo punto di riferimento. Come riportato da Vogue Runway per la collezione Fall 2021, il debutto di Brognano si distingueva per una chiara ispirazione: «Nel suo primo debutto a tutti gli effetti per il marchio, Nicola Brognano ha guardato alle sue eroine adolescenziali, Britney Spears e Paris Hilton, e agli eccessi degli anni Duemila. Ne era un grande fan. Dimenticate il romanticismo civettuolo di un tempo di Blumarine». Lo stesso designer ha dichiarato: «Il mio Blumarine è più sporco, sfacciato, sexy»Il lavoro di Brognano ha certamente riportato Blumarine sotto i riflettori, attirando una generazione giovane e connessa alle tendenze digitali, grazie al recupero del linguaggio Y2K e al suo approccio spregiudicato. Tuttavia, questa rilettura del marchio ha in parte sacrificato le radici romantiche e sofisticate che avevano definito l’iconografia di Anna Molinari. La transizione verso un’estetica più sensazionale e provocatoria, insieme all’aiuto della stylist Lotta Volkova, ha segnato un cambiamento netto, ma non sempre pienamente convincente per i nostalgici del Blumarine originario.

Dopo l’addio di Brognano, arriva Walter Chiapponi con una direzione creativa lampo, durata una sola stagione. Chiapponi conosce molto bene Blumarine, avendo lavorato durante l’epoca d’oro del marchio, dal 2001 al 2005, sotto la guida di Anna Molinari. Prima che rappresenti anche l’ultima collezione di Blumarine, la Fall 2024, l’occhio del designer non si è posto sull’estetica Y2K, ma sull’universo degli anni ’90«La collezione aveva un pragmatismo delicato e realistico; interpretata da un cast di personaggi diversi, ha rivisitato il repertorio di Blumarine secondo la sensibilità contenuta e raffinata di Chiapponi» riporta Tiziana Cardini su Vogue Runway. Cappotti animalier sopra slip, felpe teddy bear con boccioli di rosa perfette anche per lui, abiti in pizzo nero trasparente dal fascino discreto e minidress in mohair con dettagli a cuore: Chiapponi reinventa il romanticismo Blumarine con tocchi moderni e una seduzione giocosa. A marzo 2024, la strada del designer e Blumarine si separano, poiché Chiapponi sceglie di concentrarsi su nuove iniziative e progetti a sfondo sociale e umanitario. Attualmente alla direzione creativa troviamo David Koma, designer georgiano che attraverso il lookbook per la stagione Pre-Fall 2025 ci introduce la sua visione di Blumarine, fatta da cardigan orlati di pelliccia e le rose. Le scritte “Woof” e “Miao” decorano t-shirt e slip trasparenti, mentre dettagli soffici come piume di struzzo, sheepskin e cavallino effetto cashmere arricchiscono capispalla, maglieria e accessori. Oltre all’archivio denso, il lascito di Anna Molinari e Giampaolo Tarabini, si ritrova in un di donna reale: sensuale ma non nostalgica, romantica ma mai sdolcinata.